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IL GATTO E LA VOLPE visti da Camilleri e Gregoretti.

Il Gatto e la Volpe tentano una revisione della loro immagine di mascalzoni.

Il Gatto e la Volpe quando pinocchio pensava fossero veri amici.

Il gatto e la volpe: 

siamo due educatori di rango che pur essendo senza colpe siam stati coperti di fango. Del nostro due Volpe-Gatto Collodi non ha fatto un bel ritratto: ci ha dipinti come emeriti imbroglioni, ladri di passo, e grandi mascalzoni. Ma adesso noi siam qua per dire a tutti qual’è la verità.


Un giorno ci giunse all’orecchio che un burattino, tale Pinocchio fosse un incorreggibile monello. Decidemmo sul più bello di sottoporlo ad una lezione che gli insegnasse la buona educazione. Gli dicemmo che il suo denaro seminato si sarebbe per magia moltipicato. E quando lui in un momento mise in atto il suggerimento noi quel denaro lo riscavammo e in tutta fretta ce l’intascammo.


Quel nostro gesto venne equivocato e dal Collodi male giudicato e così siamo stati immortalati come due farabutti patentati. Noi lo facemmo invece a scopo educativo mossi solo da un ottimo motivo: quello di dargli una bella lezione che lo rendesse meno credulone. Volevamo ridargli il suo avere ma purtroppo non riuscimmo a sapere dove egli si fosse rifugiato. E non lasciammo nulla di intentato. Ma di lui non ritrovammo traccia E così guardandoci in faccia


Decidemmo in piena coscienza di farne opere di beneficenza.

La Volpe
Il Gatto

GATTO:

Io comprai cento stuzzicadenti per cento vecchietti senza denti. 

VOLPE:

Duemila paia di scarpe io diedi ad un povero millepiedi.

GATTO-VOLPE:

La ritintura della fata dai capelli turchini ci fece spendere seimila fiorini

GATTO:

Le nuove divise per i conigli becchini mi costaron duemila zecchini.

VOLPE:

Per la livrea del buon cane Medoro spesi più di quattromila monete d’oro.

GATTO-VOLPE:

Duecento sedie comprammo ai topini bianchi per riposarsi quand’erano stanchi.

E così un brutto mattino ci svegliammo senza il becco di un quattrino. Questa signori è la pura verità e ci siamo ridotti in povertà è stato solo per la nostra bontà e ora vi chiediamo per pietà fateci un poco di carità fateci un poco di carità. Ora questa è la nostra conclusione vogliamo una totale revisione di tutte quelle orrende infamità che hanno leso la nostra dignità. Immuni da ogni nequizia vogliam che ci sia resa giustizia.

Il testo è scritto da Camilleri e Gregoretti dove il Gatto e la Volpe richiedono un processo per aver giustizia. È: Pinocchio (mal) visto dal gatto e la volpe edito dalla casa editrice “GIUNTI”. L’opera multimediale con la musica di Lucio Gregoretti e la regia del Collettivo Shorofsky, è andata in scena al Teatro Massimo di Palermo nell’aprile 2016.  I due scrittori, amici di vecchia data, si divertono a travestirsi e recitare le parti del Gatto (Gregoretti) e la Volpe (Camilleri) in questo sorprendente Pinocchio, tutto in rima baciata e cantata.