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Episodio 15

TESTO e ILLUSTRAZIONI di Maurizio Stagni TRATTO DA: “Le avventure di PINOCCHIO” di CARLO COLLODI nei capitoli: 30, 31, 32, 33, 34.


Fra gli amici di Pinocchio c’era un certo Romeo ma per gli amici Lucignolo. Il più monello e svogliato fra i compagni del burattino che lo convinse a seguirlo nel Paese dei Balocchi. Non più scuole, doveri, lavoro… Solo giochi e divertimenti. A mezzanotte un carro con le ruote coperte di cenci e trainato da asinelli con gli zoccoli coperti per non far rumore, da stivali di cuoio di vacchetta bianca arrivò all’appuntamento.


Pinocchio sarebbe potuto essere più attento agli avvertimenti che provenivano sommessi da un ciuchino ma la prospettiva di approdare ad un paese dedicato interamente a feste e divertimenti era troppo forte. Alla partenza dopo qualche problema con un asinello recalcitrante ad essere montato e un bel morso ad un orecchio che lo addomesticò il carro partì con il suo carico di monelli.


Questo paese non somigliava a nessun altro paese del mondo. La sua popolazione era tutta composta di ragazzi. I più vecchi avevano 14 anni: i più giovani ne avevano 8 appena. Nelle strade, un’allegria, un chiasso, uno strillìo da levar di cervello! Branchi di monelli da per tutto: chi giocava alle noci, chi alle piastrelle, chi alla palla, chi andava in velocipede, chi sopra a un cavallino di legno: questi facevano a moscacieca; quegli altri si rincorrevano: altri, vestiti da pagliacci, mangiavano la stoppa accesa: chi recitava, chi cantava, chi faceva i salti mortali, chi si divertiva a camminare colle mani in terra e colle gambe in aria: chi mandava il cerchio, chi passeggiava vestito da generale coll’elmo di foglio e lo squadrone di cartapesta: chi rideva, chi urlava, chi chiamava, chi batteva le mani, chi fischiava, chi rifaceva il verso alla gallina quando ha fatto l’ovo: insomma un tal pandemonio, un tal passeraio, un tal baccano indiavolato, da doversi mettere il cotone negli orecchi per non rimanere assorditi.

Su tutte le piazze si vedevano teatrini di tela, affollati di ragazzi dalla mattina alla sera, e su tutti i muri delle case si leggevano scritte col carbone delle bellissime cose come queste: viva i balocci! (invece di balocchi): non voglamo più schole (invece di non vogliamo più scuole): abbasso Larin Metica (invece di aritmetica) e altri fiori consimili”.


“Intanto era già da cinque mesi che durava questa bella cuccagna di baloccarsi e di divertirsi le giornate intere, senza mai vedere in faccia nè un libro nè una scuola”...


Grattarsi la testa la mattina appena svegli può portare a qualche brutta sorpresa per chi frequenta il paese dei balocchi. Una Marmotta scesa dal piano superiore richiamata dalla disperazione di Pinocchio confermò la visione del burattino che si era specchiato in una catinella d’acqua. A Pinocchio gli erano cresciute due belle orecchie d’asino e fra poco anche la voce e le parole e tutto il resto si sarebbe adeguato.


Lucignolo e tutti gli altri ragazzi avevano subito la stessa sorte. ERANO TUTTI DIVENTATI DEI CIUCHINI.


Brutta sorte per chi aveva scelto la via della conoscenza, del vizio, del divertimento, dello svago… Pinocchio fu venduto al “Direttore di una compagnia di pagliacci e di saltatori di corda, il quale lo comprò per ammaestrarlo e per farlo poi saltare saltare i cerchi, a rompere col capo le botti di foglio e a ballare il valzer e la polca, stando ritto sulle gambe di dietro”.


“Il povero Pinocchio, per amore o per forza, dovè imparare tutte queste bellissime cose; ma, per impararle, gli ci vollero tre mesi di lezioni, e molte frustate da levare il pelo”. Ma in un esercizio si azzopò ad una gamba. Nulla volle fare o potè fare la Fata Turchina che era presente fra il pubblico.


Fu così che asinello zoppo venne venduto al mercato per farne un tamburo.


Venne portato sulla scogliera e gettato a mare con una pietra al collo per affogarlo. Ma i pesci vennero a mangiare l’asino e arrivati al legno duro con il quale era fatto Pinocchio non gli piacque e lo lasciarono legato alla corda che teneva in mano il nuovo proprietario che tirandola vide affiorare un burattino arzillo al posto di un asino affogato. In cambio della storia che Pinocchio gli racconterà verrà liberato…



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