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Episodio 08

TESTO e ILLUSTRAZIONI di Maurizio Stagni TRATTO DA: “Le avventure di PINOCCHIO” di CARLO COLLODI nei capitoli: 20, 21, 22.

Pin-082. Pinocchio libero.

L’Imperatore della città degli “Acchiappacitrulli” liberò tutti i colpevoli di qualche delitto ma non Pinocchio. Solo quando il suo carceriere scoprì che anche il burattino per sua ammissione era un malandrino gli aprì le porte della prigione e lo lasciò scappare.


Pin-083/084. Pinocchio salta nelle pozzanghere 1.

Correva Pinocchio correva a salti come un can levriero, e nel correre il fango delle pozzanghere gli schizzava fin sopra il berretto. Le marionette sfiorano il pavimento ma qui evidentemente Pinocchio è senza i fili che lo trattengono sollevato dal palcoscenico della realtà e mi immagino che non gli dispiacesse inzaccherarsi un poco.

Pin-085. Pinocchio salta nelle pozzanghere 2.

Per strada incontrò un serpente con la coda che fumava come una ciminiera, la pelle verde e gli occhi di fuoco. In un primo momento sperò di passar oltre e proseguire anche perchè ad un certo punto il serpente sembrava più morto che vivo.


Pin-086. Il serpente.

Ma il serpente NON ERA MORTO anzi si alzò all’improvviso come una molla!


Pin-087. Pinocchio sgambetta.

Pinocchio prese uno spavento tale che fece una capriola e si conficcò la testa nel fango e “sgambettava a capofitto con una velocità incredibile“.


Pin-088. Il serpente morto.

Il serpente fu preso da una tal convulsione di risa, che ridi, ridi, ridi, alla fine, dallo sforzo del troppo ridere, gli si strappò una vena sul petto: e quella volta morì davvero“.


Pin-089. La tagliola.

Lungo la strada del ritorno, preso dalla fame cercò di rubare un po’ d’uva Moscatella da un campo vicino. Ma venne catturato da una tagliola e rimase incatenato sul posto fino a notte fonda, quando…


Pin-090. Pinocchio e la Lucciola.

Una lucciola arrivò in suo soccorso. Ma anche lei trovò solo il tempo di ricordargli che: “La fame, ragazzo mio, non è una buona ragione per potersi appropriare la roba che non è nostra…“.


Il dialogo fu interrotto dal proprietario del campo che aveva messo le tagliole per difendersi dalle faine che mangiavano le sue galline. “Chi ruba l’uva è capacissimo di rubare anche i polli. Lascia fare a me, che ti darò una lezione da ricordartene per un pezzo” disse il contadino vedendo il burattino preso nella trappola. Poi prese Pinocchio e lo legò alla catena di Melampo che era il cane da guardia morto da poco.

Pin-091. Pinocchio, galline e faine.

Quella notte Pinocchio scoprì che il vecchio cane era d’accordo con le faine quando queste gli promisero una gallina se Pinocchio avesse ignorato la loro presenza durante la rapina che stavano effettuando nel pollaio.

Pin-092. Pinocchio verso casa.

Pinocchio venne liberato dal contadino quando la sua onestà fece catturare le faine senza rovinare la reputazione del vecchio cane che tanto ormai non c’era più. “A che serve accusare i morti?… I morti son morti, e la miglior cosa che si possa fare è quella di lasciarli in pace!…” Così pensò Pinocchio.


Finalmente liberato…”Pinocchio non sentì più il peso durissimo e umiliante di quel collare intorno al collo, si pose a scappare attraverso i campi, e non si fermò un solo minuto finchè non ebbe raggiunta la strada maestra, che doveva ricondurlo alla casina della Fata”.


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