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Il progetto TS

“La vera storia di Pinocchio” di Maurizio Stagni.

TESTI in :

ITALIANO

TRIESTINO

SLOVENO

OGGETTO : è il racconto della vera storia di Pinocchio quella che non molti conoscono, quella che pochi hanno letto e che è fatta di frittate che volano fuori dalla finestra, lucciole, serpenti, tagliole, lumache, faine, marmotte, pappagalli, cani neri, merli bianchi, enormi fritture… 

La storia di Pinocchio racconta le contraddizioni delle bugie considerate cattive ma in verità veniali fatte dai bambini (magari solo per marinare la scuola) e quelle buone fatte dagli adulti che in realtà sono tremende che parlano di morti premature, di tradimenti e di travestimenti. In questo progetto “Le avventure di Pinocchio” sono raccontate in una diversa chiave di lettura e diventano le gesta di un SUPEREROE fatto di legno che perderà i suoi superpoteri una volta diventato bambino. 

-PROGETTO in 3 fasi

SPETTACOLO

Il progetto consiste in uno spettacolo di 50/60 minuti dove le gesta del burattino più famoso al mondo, sono raccontate attraverso:

  1. La proiezione di circa 230 disegni inediti in bn e a colori.
  2. Effetti sonori: corsa, circo, scuola…
  3. Musica: canzoni arrangiate per il coro o/e musica strumentale di accompagnamento.
  4. Testi ricavati dalle “Avventure di un burattino” e testi originali di accompagnamento alla narrazione. 

Lo spettacolo è una lettura a leggio

Inizia con: “C’era una volta un Ré… Ma no ma no… C’era una volta un pezzo di legno… 

Presenti in scena le quattro statue di legno mobili: Pinocchio, la volpe, il gatto e il grillo. Dietro all’attore in scena le immagini vengono proiettate e raccontate alle quali si aggiungono gli effetti sonori fatti in diretta: tuono, mare, il cavallo al galoppo, il grillo, la fata turchina… Tutto diventa uno spettacolo di un cantastorie tecnologico.

MOSTRA 

La mostra consiste nell’esposizione di circa 20 quadri in forex di 120 cm X 120 cm e di circa 100 stampe di formato da 15 cm X 15 cm a 30 cm X 30 cm fino a 30 cm X 45 cm.

Le stampe sono montate su supporti in ferro e protetti da vetro. 

CENA

“Pinocchio a cena con Artusi”

Il libro “Le avventure di Pinocchio” e il libro di Artusi “La cucina italiana” sono pubblicate quasi contemporaneamente. Il racconto delle gesta del burattino si possono esporre  lungo una cena che come “le avventure di Pinocchio” può celebrare la miseria e la ricchezza. Una cena “contradittoria” ricca di feste, ritorni, promesse assieme a semplici pezzi di pane con un bicchiere di latte. Usiamo Pinocchio per comporre un itinerario culinario fatto di ricette ispirate da “Mastro CILIEGIA” da “Polendina”, dalle pere sacrificate da Geppetto in favore della fame di Pinocchio, dal cavolfiore preparato dalla fata turchina nel paese delle api industriose alla gallina promessa dalle faine in cambio del rinnovato contratto come lo erano per il cane Melampo quando faceva la guardia al pollaio… 

Una cena spettacolo dove racconto, cibo, luce e buio aiutano a vivere una serata diversa. Il padre di Carlo Lorenzini detto Collodi era cuoco ed il fratello Il giovane Lorenzini poté studiare grazie all’aiuto della famiglia Ginori in quanto il fratello Paolo divenne amministratore della fabbrica Ginori. Artusi farà l’Italia attraverso la diffusione delle ricette popolari, casalinghe spianando i confini politici cittadini e regionali attraverso il cibo. Alla fine si conoscerà il racconto delle “avventure di Pinocchio” si capirà come alcune pietanze diventano patrimonio nazionale assieme alla consapevolezza della nazione e si sarà degustato un menù decisamente originale di cucina povera di recupero con qualche concessione al lusso. Consapevolezza della diversità del cibo della cucina tradizionale della sua ricchezza e povertà sono muse che accompagnano il racconto e sono fonti ispiratrici per la cena. 

Il cibo nel libro di Collodi non è solo: “Entrati nell’osteria, si posero tutt’e tre a tavola: ma nessuno di loro aveva appetito. Il povero Gatto, sentendosi gravemente indisposto di stomaco, non potè mangiare altro che trentacinque triglie con salsa di pomodoro e quattro porzioni di trippa alla parmigiana: e perchè la trippa non gli pareva condita abbastanza, si rifece tre volte a chiedere il burro e il formaggio grattato! La Volpe avrebbe spelluzzicato volentieri qualche cosa anche lei: ma siccome il medico le aveva ordinato una grandissima dieta, così dovè contentarsi di una semplice lepre dolce e forte, con un leggerissimo contorno di pollastre ingrassate e di galletti di primo canto. Dopo la lepre si fece portare per tornagusto un cibreino di pernici, di starne, di conigli, di ranocchi, di lucertole e d’uva paradisa; e poi non volle altro…”

CONTATTI : Maurizio Stagni – Via degli Artisti 7/A – 040761056 – 3483503407 – stagnimaurizio2@gmail.com 

QR. PROGETTO: “Le Avventure di Pinocchio”